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Duisenberg, costose per l'Italia le piccole banconote di euro 

Quello che vi raccontiamo è una storia di economia vera.Una storia vecchia ma quanto mai attuale per capire il signoraggio.Stiamo parlando della proposta di Tremonti di introdurre le banconote di 1 e 2 euro,sostituendo quindi le arcinote monetine.Siamo nel lontano 2002.Ma come mai l'attuale ministro dell'economia fece queste proposta?Come sappiamo la produzione di banconote e monete da parte della BCE ha un costo per gli stati membri,che ricevono,di conseguenza,la moneta sonante dietro il pagamento di un interesse.Per Tremonti la sostituzione delle monete con le banconote serviva,perciò, per diminuire questo costo.In sintesi:la banconota costa meno della monetina.Ma per tutti gli stati.Non solo per il nostro.Vediamo la lettera di  risposta della Bce,tratta da signoraggio.com.
La risposta della Banca Centrale Europea alla proposta di Giulio Tremonti 
(Conferenza stampa presidente BCE 12.9.2002) 

La Banca Centrale Europea sta valutando le implicazioni dell'introduzione di banconote da uno e due euro suggerita dal nostro ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Lo ha rivelato il presidente della BCE Willem Duisenberg rispondendo il 12 settembre a una domanda sull'argomento nel corso di una conferenza stampa a Francoforte. L'introduzione di queste due nuove banconote non sarebbe però un affare né per l'Italia né per gli altri Paesi che attualmente godono del diritto di "signoraggio" sulle monete. (13 settembre 2002)

Estratto della conferenza stampa del presidente della BCE, Willem F. Duisenberg, Francoforte 12.9.2002

Domanda: 
"Mr Tremonti, il ministro italiano dell’Economia, ha proposto l’adozione delle banconte da 1 e 2 euro, insieme con le monete allo scopo di impedire ulteriori aumenti dei prezzi. Il 74% degli italiani è d’accordo con questa proposta e noi vogliamo sapere che cosa pensa lei di questo e se ne avete parlato alla Banca centrale europea. Grazie."

Duisenberg: “Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so.”

Il signoraggio è l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta. Il premio Nobel Paul R. Krugman, lo definisce come il flusso di «risorse reali che un governo guadagna quando stampa moneta che spende in beni e servizi».Diciamocelo chiaramente.Lo stato ci guadagna dall'emettere monete,perchè è sempre il cittadino a rimetterci.E' il cittadino con le sue tasse che paga le banconote e le monete mica la casta politica.Quindi quando la BCE dice che l'introduzione delle banconote di 1 e 2 euro farebbe venir meno il signoraggio dice in sintesi che verrebbe meno il diritto di quel guadagno.Lo stato politico quindi ci perde.Meno soldi da spendere in beni e servizi.Meno soldi da dare alla casta.Quindi è per questo che oggi a 9 anni di distanza ci sono ancora le monete sonanti e un debito che aumenta e ha toccato i 1890 miliardi...Alla faccia nostra!

FONTE


Lo sapevi che le banche nei paesi islamici non applicano nessun interesse sui prestiti, perchè ogni forma di interesse è considerato usura?
Lo sapevi che le banche "islamiche" quando finanziano l'acquisto di un terreno, un immobile o un progetto imprenditoriale, diventano soci dell'investitore, condividendone i rischi ed i benefici?

Lo sapevi che le banche islamiche non possono finanziare aziende che operano nel settore delle armi, della droga, della pornografia, dell'alcool, del terrorismo, ma possono finanziare solo attività produttive utili alla comunità?
Sembrano delle banche ideali, come mai le nostre banche non seguono l'esempio delle banche islamiche?
Perchè le banche occidentali hanno come obiettivo la speculazione finanziaria e il profitto economico e per tale motivo dobbiamo togliere i nostri risparmi, indirizzandoli su attività utili alla comunità.
Torniamo Sovrani e Solidali e scegliamo banche in sintonia con questi principi.

VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL SISTEMA ECONOMICO PIU' IMPERFETTO DEL MONDO,IL NOSTRO.ECCO DOVE BISOGNA CERCARE LE CAUSE DELLA CRISI.ECCO QUALI SONO LE CAUSE..ED ECCO PERCHE' E' IL SISTEMA STESSO CHE COMPORTA NECESSARIAMENTE CRISI CICLICHE..



Credete di vivere in un sistema economico perfetto, il migliore che ci si potesse attendere dall'evoluzione socio-economica?
Vi dimostrerò il contrario.
Il vero potere non è nelle mani dei governi, che si presume siano legittimamente eletti dal consenso dei cittadini chiamati alle urne a votare il partito di destra, centro o sinistra: allo stato attuale delle cose il voto è solo una parvenza, serve a lasciar credere al cittadino che conti ancora qualcosa e concedergli l’illusione di vivere in un sistema democratico.
Il potere reale è, invece, nelle mani del sistema bancario (Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi. [Mayer Anselm Rothschild, banchiere tedesco]).
Perchè vi chiederete?
Avete presente l'art.1 della nostra Costituzione?
Art. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Quando si parla di sovranità popolare in essa è racchiuso anche il concetto di sovranità monetaria, ossia il potere di uno Stato di emettere la propria moneta necessaria a far fronte alla spesa pubblica del paese nell'interesse dei cittadini.
La sovranità monetaria, in un contesto in cui tutta la nostra vita è basata sugli scambi di beni e servizi attraverso la moneta, resta quindi uno dei principali poteri che dovrebbe detenere lo Stato.

Oggigiorno, invece, gli Stati sono privati del potere relativo alla sovranità monetaria, poichè quest'ultima è stata interamente affidata alle Banche Centrali, che altro non sono che delle società private nei fatti, ma che si spacciano da enti pubblici (la Banca d'Italia è per il 95% in mano di banche commerciali e assicurazioni, solo una quota del 5% è in mano allo Stato, detenuta da INPS e INAIL).
Lo Stato ha demandato a privati l'organizzazione della sua politica monetaria (come dimostrato da sentenze giuridiche), trasformandoci di fatto in schiavi del sistema bancario.

Cosa succede quando lo Stato necessita di moneta per la spesa pubblica, ossia produrre scuole, ospedali, strade, pagare lo stipendio ai dipendenti pubblici, finanziare le forze dell'ordine? Stampa i soldi e produce quel che occorre? NO!
Non può far altro che chiedere alla banca centrale, detentrice del potere monetario, di emettere moneta.
Se quindi lo Stato ha bisogno di 100 per la spesa pubblica, concede l'equivalente della somma in Titoli di Stato (bot, cct, a scadenza) alla banca centrale, la quale a sua volta emette e presta i 100 richiesti dallo Stato. Cosa succede a questo punto? I Titolo di Stato altro non sono che delle "promesse di pagamento" future, e sono gravate di interesse; ciò significa che se, ad esempio, oggi lo Stato emettesse 100 in Titoli tra due anni (le scadenze variano a seconda del titolo) si impegnerà a restituire alla banca centrale 100 (cifra originaria richiesta in prestito) + 4 (interessi sui titoli).


In questo meccanismo descritto sopra ci sono 2 TRUFFE a danno dei cittadini:
1) La prima sta nel fatto che i 100 di emissione monetaria della banca centrale sono emessi a costo irrisorio: produrre una banconota cartacea costa circa 0,30€ (costi tipografici di carta, inchiostro, filigrana), mentre la banca centrale presta (addebita) allo Stato il valore nominale iscritto sulla banconota stessa. E' come se un amico mi chiedesse di stampargli un fac-simile di banconota da 100€, a me costa 0,30€ (costo tipografico di carta e colori) ma chiedo di farmela pagare 100€, ossia al valore nominale, cioè l'importo riportato sulla banconota stessa.
Questa truffa prende il nome di signoraggio (primario).
" E' assurdo dire che il nostro paese può emettere titoli ma non può emettere moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività." (Thomas Edison - New York Times, 1921) .

Notate qualche differenza tra le due banconote? Esatto… le 500 lire erano ancora emesse dallo Stato (infatti si legge la dicitura “Biglietto di Stato a corso legale” e riporta in alto la scritta “Repubblica italiana”); mentre sulla banconota da 100 euro troviamo soltanto i logo della B.C.E. (ovvero la privatissima Banca Centrale Europea).

Il denaro incassato dalle banche centrali attraverso l'artificio (truffa) del signoraggio in teoria verrebbe distrutto dalle banche stesse al termine del "prestito" (titoli di stato-moneta), in realtà questo viene invece dirottato, attraverso la complicità delle Stanze di Compensazione, i cosiddetti notai della Banche Centrali (vedi scandali Euroclear, Clearstream), verso paradisi fiscali ed occultando i tracciamenti bancari.
2) la seconda truffa sta nel fatto che se lo Stato chiede 100 in prestito, ma dovrà restituire 104, ci saranno sempre 4 (interessi) che non esistono nella massa monetaria e che comunque sarà costretto a restituire per coprire il prestito.
Come farà quindi lo Stato a ripagare il debito?
Ha due opzioni: o riduce la spesa pubblica (quindi meno beni\servizi alla collettività) ed aumenta la pressione fiscale ai cittadini, oppure chiede alla banca centrale un nuovo prestito in grado di estinguere il vecchio debito e far fronte ad una nuova spesa pubblica.
Adesso intuite perchè gli Stati hanno un debito pubblico grande come una casa? Perchè non riescono mai ad estinguere il prestito richiesto, cosa che invece non accadrebbe se lo Stato avesse il potere di emettere la propria moneta necessaria a soddisfare le esigenze di vita dei cittadini e quindi evitando di indebitarsi.
Inoltre se la moneta di emissione statale venisse utilizzata per produrre beni e servizi utili alla collettività non si genererebbe inflazione, cosa che invece avviene con la moneta emessa dalle banche ed immessa nel sistema senza una relativa produzione di beni reali, con conseguente perdita del potere d’acquisto.
In questa sede non mi soffermo su una terza truffa (ben peggiore delle prime due) compiuta dalle banche (questa volta trattasi di banche commerciali) nel creare denaro dal nulla, connessa alla "riserva frazionaria". Vi accenno solo che se tutti i correntisti di una banca Alfa si recassero nello stesso momento agli sportelli della banca, quest'ultima non avrebbe i contanti necessari a ripagare i suoi correntisti!

In questo meccanismo il sistema bancario è agevolato dalla complicità di 3 fattispecie ad esso colluse:
a) Agenzie di Rating: società private (Fitch, Standard&Poor's, Moody's) che giudicano, dietro pagamento, se una società per azioni o uno Stato sia finanziariamente stabile o se sia in grado di sanare i suoi debiti.
Queste società altro non sono che delle "prostitute" del sistema bancario.
Vien da sè che se un'agenzia di rating esprime giudizio negativo sull'economia di un Paese, obbliga questo ultimo ad offrire titoli di Stato con un tasso di interesse maggiore per renderne più appetibile la compravendita dei titoli (evitare aste deserte) ma nel contempo generare un debito pubblico più elevato dovuto alle difficoltà di rastrellare denaro dalla collettività
b) Politica: tutti i partiti politici sono collusi con i banchieri privati; dietro ogni grande partito politico c'è un istituto bancario che lo finanzia da principio, già durante la campagna elettorale.
Motivo per cui nessun politico finora parlerà mai pubblicamente dell'esistenza della truffa del signoraggio o dell'espropriazione della sovranità monetaria.
I politici, dal presidente americano Lincoln, il presidente americano J.F.Kennedy (vediordine esecutivo 11110), il presidente del Burkina Faso Thomas Sankara, giusto per citarne alcuni, sono tutti morti assassinati per aver osato sfidare il sistema bancario, aver provato ad emettere moneta di Stato o per aver lottato per annullare il debito pubblico.
c) Mass-media: la maggior parte dei mezzi di informazione non sono altro che ramificazioni delle stesse banche e partiti politici, mistificatori di informazione e, pertanto, censuratori di verità scomode che la collettività non deve conoscere. E' preferibile tenere occupata la collettività divertendola con serie TV, grande fratello, isola dei famosi, partite di calcio, purchè venga impedito di approfondire le informazioni, appurare la veridicità delle notizie e senza avere il tempo di pensare e farsi una propria opinione.
L'uomo moderno è imbrigliato, come un criceto che corre all'interno di una ruota nella sua gabbia, dentro questo ciclo ripetitivo: lavora, guadagna, compra e consuma.

In virtù di questo meccanismo lo Stato è costretto a tassare la ricchezza dei cittadini per coprire, in parte, quanto deve ai banchieri privati. Divenuta entità paragonabile a una scatola vuota, depredata del suo potere più importante (quello di emettere moneta) e resa schiava del sistema bancario, lo Stato a sua volta incatena i suoi cittadini obbligandoli a contribuire al pagamento del debito sovrano, servendosi in molti casi di "strozzini legalizzati" quali Equitalia Polis S.p.A., incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi. Una società per azioni che, qualora ti dimenticassi o fossi impossibilitato a pagare imposte\multe, provvederebbe ad inviarti una cartella esattoriale maggiorata di sanzioni ed interessi ed avvierebbe un'ipoteca sui tuoi beni reali, arraffando la tua casa, lo stabilimento e i macchinari della società dove lavori costringendola al fallimento e a licenziare i suoi dipendenti, depredandoti di quanto altro sia di tua proprietà pur di liquidare il debito.
Ciò è il male cagionato ai singoli cittadini direttamente.
Indirettamente, invece, lo Stato visto come istituzione, o meglio, come ordinamento giuridico politico, è costretto a sottostare al ricatto delle grandi Corporations, le quali grazie all’aiuto di istituzioni sovra-nazionali, non elette da alcun cittadino, quali F.M.I. (Fondo monetario internazionale) e W.T.O. (Organizzazione mondiale del Commercio), introducono i dogmi del capitalismo e quindi del libero mercato: lo Stato viene obbligato a cedere "una quota di sè", ossia permette a compagnie private di occuparsi della gestione relativa all'erogazione di beni e servizi utili alla collettività. Parliamo di privatizzazioni, ossia quel processo economico che sposta la proprietà di un ente o di un'azienda dal controllo statale a quello privato (il contrario della nazionalizzazione).
Ecco allora che a partire dagli anni novanta in Italia si assistette al processo delle privatizzazioni, a cominciare col settore bancario seguito dal settore energetico, dei trasporti, dal settore dell’aeronautica e della difesa, dalle telecomunicazioni, etc. .
Quote pubbliche appartenenti allo Stato sono finite nella mani di privati, ossia di S.p.A., ovvero società per azioni che hanno come primo obiettivo quello di fare profitto, privilegiando gli interessi dei loro azionisti che spesso non coincidono con gli interessi dei cittadini.

Tutto ciò è in contrasto con l'articolo 41 della Costituzione italiana, che afferma:

" L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."
Questo sistema economico, basato sulla cessione della sovranità monetaria e quindi sul fatto di trasformare i cittadini in debitori di organismi privati che non si prefiggono un'utilità sociale, bensì unicamente lucrativa, va a ledere la dignità umana ed è quindi in contrasto con l'art.41 della Costituzione.

Purtroppo la collettività è volutamente lobotizzata da distrazioni di massa. Dopo una giornata stancante di lavoro si preferisce restare comodamente seduti sul divano di casa propria a godersi un film o una partita di calcio, invece di accorgersi dell'irrazionalità del sistema socio-economico di cui se ne fa parte. La maggioranza dei cittadini vive ignorando il reale funzionamento del sistema economico; quei pochi invece che lo conoscono si dividono in due schiere: quelli che cercano insabbiare e censurare le informazioni su di esso e quelli che cercano di diffonderle ed offrire spunti di ricerca o di confronto.
C'è una gran bella differenza tra il Vivere e il sopravvivere: adesso stiamo sopravvivendo, soggiogati dal potere oligarchico banche-corporations.

FONTE

L’istituto di emissione monetaria dovrebbe dosare l'offerta di denaro in modo idoneo a stabilire e mantenere la condizione che abbiamo definito di euflazione, ossia equilibrio tra quantità di denaro disponibile e quantità di beni disponibili, in modo da creare stabilità dei prezzi e progresso economico, prevenendo sia l'inflazione che la deflazione.
Questo è il compito principale. Se i magazzini sono pieni di beni inutilizzati e la gente sta a casa disoccupata, sebbene vi sia bisogno di assumere lavoratori abbastanza ma "non ci sono soldi per pagarli, vuol dire che il sistema che controlla l'emissione del denaro e i tassi di interesse è gestito in modo antisociale e va cambiato, anche perché ovviamente sta facendo gli interessi non della nazione, o delle nazioni, ma dei banchieri privati.


Che costo annuale dovrebbe avere tale servizio?
Risposta: Euro 100.840.000.
• L'istituto di emissione dovrebbe costare quanto costa coniare monete, stampare banconote e mantenere il controllo della valuta elettronica.
• La stampa di una moneta da 100 euro costa 3 centesimi, e la valuta messa in circolo nel 2004 potrebbe essere il 10% del P.I.L. (1.400 miliardi di euro), ovvero 140 miliardi di euro. Di questi, sappiamo che solo il 2% è valuta stampata, il resto è valuta elettronica. Per cui il costo di stampa di 2,8 miliardi di euro in pezzi da 100 è di 840.000 euro. Queste le spese vive.
• Per mantenere il controllo della valuta elettronica, siamo generosi e valutiamo la spesa essere 100 milioni di euro.
• Totale: Euro 100.840.000.
Quanto ci costa invece tale servizio come erogato (ed erogato dannosamente) dal sistema BCE-Banca d'Italia?
Ci costa Euro 30.000.000.000 (30 miliardi).
• 300 volte più della spesa giusta.
• Tale cifra equivale alla cifra che nel 2004 è andata a pagare la BCE per "sanare il debito pubblico", ovvero per pagare una percentuale del debito accumulato negli anni, o Debito Pubblico, rastrellato con le tasse, per il "servizio" descritto.
Come mai?• Una banconota da 100 euro costa alla BCE 3 centesimi di euro e allo Stato 102,5 euro. 100 euro è il valore nominale della banconota che lo Stato deve restituire alla BCE e 2,5 euro è il c.d. "Tasso di sconto" o TUS che la BCE vuole per effettuare la cessione di denaro allo Stato.
• Sull'erogato ipotetico del 2004 (ovvero 140 miliardi di euro) la BCE vuole di interesse il 2,5%, ovvero 3,5 miliardi; i quali, rispetto ai 100 milioni di spese, sono 35 volte tanto. Sommiamo tutti i conti richiesti da Banca d'Italia per gli anni precedenti, e arriviamo rapidamente al debito pubblico attuale, ovvero 1.460 miliardi di euro. Pagabili a rate. Con i soldi che saranno messi a disposizione dalla BCE, contro nuove emissione di titoli di Stato gravati di interesse. Ma questo non genera un circolo vizioso? Certo! E’ lì che sta il trucco: indebitati in eterno, senza via d'uscita. Perché la Banca Centralevuole tutto il capitale, ossia tutto il denaro che ha emesso, più l'interesse. E dove si va a prendere il denaro per pagare questo interesse? Dalla Banca Centrale, di nuovo, e a prestito. Così, non si finirà mai di pagare il capitale iniziale e successivamente maggiorato delle nuove emissioni.
Come regolare il denaro in circolo?Si può aumentare la quantità di denaro circolante nei seguenti modi:
• Abbassando il tasso di interesse, anche all'1% o allo 0% o a tasso negativo: in questo modo, sia lo Stato che le imprese saranno invogliate a richiederne di più a prestito.
• Diminuendo le tasse.
• Aumentando la spesa pubblica.
Si può diminuire la quantità di denaro circolante nei seguenti modi:
• Alzando il tasso di interesse, o richiedendo garanzie più onerose [ipoteche, non prestandolo come sta accadendo ora (vedi Basilea 2)].
• Aumentando le tasse.
• Diminuendo la spesa pubblica.
L’arte a vantaggio del popolo sta nel mantenere giusta la quantità di denaro disponibile; l'arte a vantaggio dei banchieri invece sta nel mantenere il denaro carente, e la popolazione in uno stato di indebitamento costante. Il 98% del denaro vero e proprio, e ovviamente la totalità del credito, sono erogati dalle banche a interesse e praticamente senza quasi costi per esse, quindi fruttano ai banchieri profitti parassitari enormi a spese delle nazioni.
Prendiamo spunto dal seguente lancio ANSA: "Bce: Rallenta Crescita Massa Monetaria M3 - a febbraio + 6,4% (ANSA) - ROMA, 30 marzo. Rallenta a febbraio la crescita della massa monetaria dell'Eurozona. Lo scorso mese l'aumento è stato del 6,4% rispetto al 6,6% di gennaio. Lo rende noto la Bce. La media mobile sui tre mesi dicembre 2004-febbraio 2005 ha mostrato invece un'accelerazione, con una aumento del 6,5% contro il 6,3% registrato tra novembre e gennaio”.
Ci sono diverse realtà:
• Realtà 1 (ciò che in effetti accade): il denaro in circolazione viene aumentato per poterne dare ad aziende, Stato e cittadini abbastanza per pagare gli interessi del signoraggio al tasso ufficiale di sconto imposto dai banchieri allo Stato.
• Realtà 2 (ciò che ci vogliono far credere): il denaro in circolazione aumenta per poter pagare il "costo del denaro" e per compensare l'inflazione, cosa salutare che serve per far girare l'economia.
• Realtà 3 (come dovrebbe essere): la massa del denaro in circolazione dovrebbe aumentare per coprire l'aumento del P.I.L., ovvero del 35ó nel 2004 se non erriamo; l'inflazione dovrebbe essere zero.
Perché ciò porta alla guerra?
l. Nei capitoli "Che cosa sono le Banche Centrali?", "Banche centrali e democrazia" e "Guerra, banche e governance globale", abbiamo visto che, grazie al sistema delle Banche Centrali private, l'oligarchia finanziaria guadagna moltissimo, sia in termini di ricchezza che di potere, dalle guerre, perché, facendole, gli Stati e i popoli si indebitano verso di esse.
2. Sappiamo che, con il sistema economico creditizio, il denaro viene spostato dalle classi meno abbienti e più produttive alle più abbienti e più parassitarie fino a che il 10% della popolazione possiede il 90% del benessere. Calando per motivi fisiologici l'espansione economica, l'abbassamento dei tassi di interesse deciso dalle banche per facilitare un’economia stagnante rende poco appetibile l'investimento di denari in attività produttive. Gli investimenti si concentrano vieppiù nei settori finanziari speculativi (spesso con speculazioni al ribasso) perché danno un saggio di rendimento superiore agli investimenti industriali, così le aziende produttive restano demonetizzate e tagliano programmi, investimenti, occupazione, quindi output.
3. A questo punto i ventri insaziabili dei detentori del denaro esigono una espansione economica stimolata da esigenze fittizie create ad hoc e istigate dai mass media di proprietà, quale la guerra, che porta occupazione, vendita interna e esterna di armi, con successiva salutifera ricostruzione.
4. Storicamente quindi i periodi di deflazione monetaria come quella attuale sono la sentinella d'allarme per la creazione di situazioni pilotate che ci possono portare alla guerra.
5. L 'Iraq, una dittatura come molte altre che gli USA hanno tollerato e sostenuto nel resto del mondo, non aveva avuto alcun ruolo nella strage dell'11 settembre e non aveva armi di distruzione di massa. Aveva un'altra colpa: iniziava ad accettare euro anziché dollari in pagamento del petrolio; e questo minava la moneta americana. già vacillante a causa dell'enorme deficit estero e del pure enorme debito pubblico degli USA.
6. E così ci troviamo che l'esercito americano vomita nella prima settimana di aggressione all'Iraq una forza di fuoco equivalente a un miliardo di dollari, somma erogata negli ultimi 32 anni per gli aiuti al terzo mondo.
7. Sale, e continua a salire, il costo del petrolio, e per comperarlo bisogna procurarsi dollari - così la valuta USA si salva dal crollo, almeno per un poco.
8. Intanto le imprese degli "amici di famiglia" si accaparrano gli appalti per la ricostruzione dell'Iraq così generosamente distrutto.  


Abbiamo ricominciato a tremare per le Banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle Banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà.
C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. E’ così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la “Banca d’Italia”, ossia la nostra, degli Italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche Centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di  grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di “federale”), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche Centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca Centrale Europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.

Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto “signoraggio”, ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere “in prestito” dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori.*  Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. E’ vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei “caduti” per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti, (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato i provvedimenti che autorizzavano lo Stato a produrre il dollaro in proprio.

Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. E’ questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.

FONTE

* Nota bibliografica essenziale:

Agnoli, Carlo Alberto: La Moneta , Dio o Mammona? in: “Chiesa Viva” n. 204 e 205, Brescia, Editrice Civiltà
Auriti, Giacinto: L’ordinamento internazionale del sistema monetario, Chieti: Solfanelli Ed., 1985
Della Luna, Marco – Miclavez, Antonio: Euroschiavi, Casalecchio: Arianna Editrice, 2007
Icke, David: E la verità vi renderà liberi, Diegaro di Cesena: Macroedizioni, 2001
Lannutti, Elio:  La Repubblica delle Banche, Bologna: Arianna Editrice, 2008
Mullins, Eustace: The Secrets of Federal Reserve, Wyoming: McLaughlin, 1993
Santoro, Giuseppe: Banchieri e Camerieri – sovranità monetaria e sovranità politica, Cusano Milanino: Sc. Ed. Barbarossa, 1999
Ziegler, Jean: La privatizzazione del mondo, Milano, Il Saggiatore, 2006